Atto terzo. Un anno dopo Modena Park, il Concerto, le vite del killer Alberto Bacenigo e del poliziotto Jan De Vermeer si sono divise per sempre. Dimenticate le incursioni notturne della Compagnia delle Piante, Jan pensa solo alla piccola Alina, sua figlia, mentre Alberto, incarcerato a vita in Toscana, studia per una laurea in arboricoltura.
Ma poi compaiono murales ad annunciare l’avvento del Movimento delle Foglie. Raccontano di un bosco da salvare a Verzedro, poco più su di Modena, di una città da rifondare. Un tecnico comunale viene ucciso.
Alberto in carcere valuta esistenze altrui, pensa se tornare a farsi giudice e boia; poi riceve lettere che gli annunciano la fine.
Ucciderà o sarà ucciso?
Jan si accorge di essere pedinato e così la sua compagna Anna, il terrore aleggia di nuovo sulle loro teste. Attorno a loro i cattivi che minacciano il bosco e altri ancora, ragazze coraggiose che hanno il terrore degli alberi, gente che arrampica farnie e cedri, professori di botanica. Un mondo verde e appassionato ruota attorno alla Grande di Verzedro, la roverella cresciuta in mezzo alla pianura, la quercia che ha visto passare le armate degli imperatori e le vite dei piccoli uomini. Jan, che desiderava rendersi anonimo, deve tornare alla guerra, in un mondo sempre più difficile. E si accorgerà con un brivido che il legame con Alberto Bacenigo non si è mai spezzato.
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