“Ma in fondo era previsto, l’aspettava, l’arrivo del cattivo tempo anche nell’anima, succedeva ogni volta che ci si accostava al male. Le ossa nel bosco, la vita spenta. Dopo un primo entusiasmo per la scoperta del momento si riaffacciava sempre quella sensazione di aver scelto il mestiere sbagliato, di non riuscire mai a prevenire nulla, di essere buono solo a cercare persone da punire in nome del popolo italiano”.
Incontri Editrice dà alle stampe una nuova puntata delle avventure dell’ex commissario della squadra mobile Paolo Pietro Ardenga e di Jan De Vermeer, poliziotto di volante nella città di Modena, il fondatore della anonima Compagnia delle Piante. Un’amicizia, la loro, non segnata dal tempo e dalla distanza, anche adesso che Ardenga si è ritirato in cerca di pace e rapporti sereni, con gente tranquilla, a Rivarole sul Lago, paesino viterbese abbarbicato sopra un lago a forma di otto, l’unione affascinante di due crateri vulcanici spenti. Ma poi la sua segugia a tre zampe, Thea, durante una delle loro camminate botaniche scopre dei resti umani nella faggeta e tutto cambia di colpo, come se si scoperchiasse una pentola. Quella dove era nascosto l’orrore.
Ragazze ammazzate a colpi di carabina, anziani maestri di scuola minacciati di una terribile morte, un cercatore d’alberi proveniente da Modena scomparso nel nulla.
Misteriosi caratteri grafici che sembrano runici. O provenienti da un altro pianeta.
E sullo sfondo di tutte le cose, dalla parte opposta del lago, sta il Noce Santo, l’albero miracoloso, anche se sembra aver perso parte dei suoi poteri. E poi tant’altra bellissima natura, piante e animali, orsi, gatti, gracule impudenti, cani. Jan De Vermeer, segnato dall’avventura precedente, in crisi con la compagna, Jan che rimpiange ancora ogni giorno il suo amatissimo bastardo Pagliuca, raggiunge Ardenga per aiutarlo a catturare l’assassino e si troverà una volta di più a rischiare la vita.