Quarto tempo. Il poliziotto Jan De Vermeer si imbatte in un diverso strano murale. Lo scopre sulla recinzione della villa del dottor Stresa, l’uomo che vuole vendicare la morte del figlio ammazzato durante un rapimento; il dipinto denuncia la strage degli alberi nelle città. Poi però compaiono in giro per Modena altri dipinti che rappresentano volti di bambini, tracciati in modo quasi fotografico da una mano diversa da quella dei manifesti di protesta botanica. Poco più a nord, a Verzedro, stanno rubando i pioppi di guardia alle querce secolari del bosco nuovo. Martina e Sauro, che vivono là, mettono delle fototrappole e scoprono la presenza nelle loro terre di un ragazzo selvaggio. Intanto, in carcere, la banda dei nordafricani comanda ad Alberto Bacenigo, l’assassino seriale, quello che ha salvato la gente di Modena Park, di eliminare proprio un giovane che il killer vuole proteggere. Uccidere o essere ucciso.
Arrivano minacce per la figlia di Jan De Vermeer, la bambina a cui Jan vorrebbe regalare un albero genealogico, un passato di famiglia. Ma la piccola corre un grave pericolo e così pure il bosco di Verzedro.
Misteri da risolvere, crociate botaniche, esistenze da porre in salvo. E la ricerca delle proprie origini, anch’essa potrebbe rivelarsi rischiosa. Una nuova sfida per il poliziotto italo belga e per il serial killer ora in prigione.