Il primo green thriller, l’inizio della saga. Il poliziotto Jan De Vermeer, di mamma modenese e padre belga di Anversa, beve troppo. Ha cominciato quando è morto il suo cane Pagliuca, un indefinito meticcio.
In mezzo a tanto alcol ingurgitato affiorano rari attimi di lucidità, momenti durante i quali Jan cerca un segnale, un cambio di rotta, prima di precipitare per sempre.
Ma gli viene in mente soltanto una cosa, una sola. Potrebbe ripulire il garage. In un mare di ciarpame accumulato dai suoi genitori, e così tanta roba da gettare via, Jan scopre una vecchia bici e una vanga. Comincia a sognare un futuro verde per la sua città, Modena, abbandona l’uso dell’auto, si mette a pestare pedalate lungo le ciclabili cittadine, programma azioni di guerrilla gardening.
E lungo la via che porta alla collina incontra Anna, bellissima ragazza sfregiata lungo tutto il fianco destro da un’orribile cicatrice. Solo per questo si consente di avvicinarla.
Jan si scontra in bicicletta con il cadavere del primo assassinato. A casa dell’uomo vengono trovate lettere che promettono vendetta.
E poi altri morti, sempre preceduti da lettere minacciose.
Ma nessuno ha sporto denuncia.
Poi arriva anche a Jan una lettera simile, gli annuncia morte.